Luci di natale insolite

STELLA DI NATALE DI MIA FIGLIA

 

 

Con l’avvicinarsi del Natale ogni anno cerco di realizzare qualcosa di nuovo, solo che quest’anno ho cercato di coinvolgere mia figlia.

Dati di partenza erano:

immagine natalizia da mettere nel terrazzo che possibilmente fosse diversa da quelle fatte negli anni precedenti.

Lo studio realizzativo che ne è venuto fuori è riassunto nel disegno in scala qui sotto

una stella allungata composta da otto stelle concentriche.

In questa fase non ho assolutamente messo freni alla sua fantasia, ed anche se io personalmente avrei fatto scelte diverse ho voluto che sentisse suo l’intero progetto.

La fase realizzativa ha comportato la scelta dei materiali, come elemento fondamentale il supporto, esso deve essere economico ed abbastanza rigido da essere di per se portante.

Dopo qualche giorno mi torna in casa con lo schienale di un vecchio armadio demolito, pur essendo il materiale (MDF) non adatto per andare all’esterno ho deciso di non farglielo pesare pensando a quanto deve aver girato tra parenti ed amici per riuscire a trovarlo, ho imposto però per “motivi di sicurezza” la copertura finale con un telo di nailon trasparente. Il telo avrebbe protetto il materiale dalle intemperie e le luci da infiltrazioni di acqua ed avrebbe isolato le parti sottoposte a tensione di rete da contatti accidentali.

Dopo aver riprodotto il disegno in scala reale sul materiale ha iniziato a forare lungo le linee con una punta tale da permettere l’inserimento delle luci.

Nella foto la ingegnera/esecutrice/direttrice dei lavori all’opera mentre fissa i led con la colla a caldo, la foto è volutamente di qualità scadente per motivi di privacy, era solamente importante l’azione e non la riconoscibilità del soggetto.

Quello è il lavoro che poteva fare lei, ora la parte elettronica spetta a me, innanzitutto una premessa, tutti i led sono il frutto di catene natalizie non funzionanti che mi sono state regalate con la frase “vedi se puoi ricavarci qualcosa tanto io le butto”, dopo aver ringraziato le accantono per l’anno successivo quando sicuramente torneranno utili.

Tali luci sono talmente economiche che non vale la pena perderci tempo, visto il costo conviene comperarne di nuove per fare l’albero.

Scelgo le luci espressamente da interno perché il loro controllore è facilmente riciclabile.

Una volta tolto dal suo involucro in plastica e liberato dei fili delle luci appare più o meno così

Piccole variazioni nella disposizione dei componenti e nelle dimensioni sono sempre possibili, ogni costruttore lo realizza come vuole.

Cuore del circuito è l’integrato a pettine che si vede fuoriuscire sul lato saldature, essi sono praticamente identici come connessioni esterne, variano i giochi di luce in funzione della sigla stampata sulla schedina.

Lo schema completo è questo

Quattro diodi 1N4007 rettificano la tensione e la rendono pulsante, una resistenza di limitazione da 150K va al pin 10 dell’integrato che ha al suo interno uno zener per la limitazione della tensione e un elettrolitico esterno la stabilizza.

Una resistenza da 1M serve solamente per rivelare il passaggio per lo zero in maniera da dare il clock interno e la sincronia con la rete al circuito.

Quasi mai troverete tutti e quattro gli SCR per il solo motivo del risparmio di pochi centesimi moltiplicato per centinaia di migliaia di pezzi danno un buon guadagno. Normalmente si trovano con una sola coppia di SCR, montati nelle due uscite o pari o dispari a seconda del costruttore, danno come risultato minori cavi che compongono la catena con risparmio nella quantità di rame usato e negli SCR stessi, senza dare grandi differenze estetiche dal punto di vista dell’utente finale.

Gli SCR mancanti possono essere cannibalizzati da altre schedine oppure acquistati, le caratteristiche sono 400V e 100mA .

Nel mio caso mia figlia ha previsto otto canali indipendenti perciò devo usare due controllori in accoppiata.

Siccome non ne ho trovati due con quattro uscite sono stato costretto ad aggiungere le due mancanti aggiungendo gli SCR non presenti nella schedina.

Nelle foto si notano due diversi stampati per lo stesso circuito.

 

Qui il particolare dell’inserimento dei due SCR in questione con posizionamento non perfettamente allineato con gli altri per sfruttare le piste esistenti, inoltre ho dovuto fare due piccoli fori per saldare agevolmente le uscite mancanti ai relativi SCR per mezzo di piccoli spezzoni di filo.

Una volta chiuso il nuovo contenitore ricavato da una vecchia scatola di cui non ho idea di cosa contenesse originariamente sono pronto per i collegamenti

sdr

 

Il risultato finale è questo

mentre questo è quello che ho fatto da solo lo scorso anno con lo stesso sistema

sperando che questo articolo possa essere di aiuto e di stimolo per altre idee ricordo che gli stessi circuiti li ho usati anche a 24V alternati prelevati da il trasformatore di una catena da esterno riducendo in proporzione il valore delle due resistenze, soddisfacendo anche i requisiti di sicurezza ove li si debbano o si vogliano rispettare.

AUGURI DI BUONE FESTE

 

 

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