Niente più valvole dalla Russia

Niente più valvole dalla Russia

 

Lo stop all’export delle valvole dalla Russia ha messo in allarme i musicisti. Ecco da dove arrivano le “vacuum tubes” dei nostri amplificatori e perché potrebbe essere un problema anche per noi.

L’invasione russa dell’Ucraina non accenna a finire, con tragiche conseguenze umanitarie. Sebbene non sia all’altezza del bilancio umano e sociale, l’impatto sui mercati internazionali e sulla finanza è una realtà che ha già un impatto sulla vita quotidiana di ciascuno di noi. La politica delle sanzioni ha innescato un meccanismo al rialzo da entrambe le parti e il costo della vita in molti paesi continuerà ad aumentare. In Italia abbiamo visto prima combustibili, gas e petrolio, ma anche oli di semi, grano e derivati. I timori che le azioni potessero esaurirsi o che i prezzi potessero salire alle stelle, come accaduto nei primi giorni del lockdown del 2020, hanno spinto molti a fare scorta di generi alimentari. Di conseguenza, in diverse città italiane, negli ultimi giorni c’è stato un altro “saccheggio” nei supermercati, per poi vedere gli scaffali regolarmente riforniti nei successivi giorni.
Le continue sanzioni da ambo le parti colpiscono anche settori che si possono ritenere meno fondamentali, come il lusso. Diamanti, vodka e caviale non arriveranno dalla Russia per un bel pezzo, e anche le valvole usate dai nostri amati amplificatori tirano giù la saracinesca.

Niente più valvole dalla Russia

Lo stop all’esportazione di valvole dalla Russia era nell’aria già da alcuni giorni. Lo scenario della corsa ai rifornimenti si è ripetuto come da copione, e oggi può risultare difficile mettere le mani su quantità significative di valvole made in Russia.

Chi produce valvole

Al momento esistono quattro Paesi produttori principali di valvole per tutto il mondo: Russia, Cina, Repubblica Ceca e Slovacchia.

Provengono dalla Slovacchia le valvole JJ. Shuguang, dalla Cina, è stato per lungo tempo uno dei maggiori produttori fornendo materiale a numerosi marchi occidentali che acquistano, testano, accoppiano e rimarchiano a proprio nome i prodotti.

È appunto il caso di TAD, Tube Amp Doctor, che tratta valvole realizzate da altri stabilimenti, principalmente cinesi.
Si pensi anche a GT, ovvero Groove Tubes, che in passato ha collaborato con fabbriche cecoslovacche, poi prodotto una piccola quantità di valvole in USA. Oggi si rifornisce in parte presso produttori russi, in parte cinesi.

Il blocco dell’esportazione colpisce principalmente Electro Harmonix, che in Russia possiede e gestisce una fabbrica in cui vengono prodotte valvole EHX, Tung-Sol Genalex Gold Lion, Mullard, Svetlana e Sovtek.
Un duro colpo per un mercato già di nicchia, ma non una chiusura totale dei rubinetti che lascia comunque uno spiraglio.

Si poteva prevedere?

Come molti altri elementi tecnologici, la valvola ha sofferto di problemi di fornitura di materiale, tempi di consegna ritardati e tassi operativi ridotti forzati durante la pandemia. Allo stesso tempo, l’attenzione del pubblico si sta rivolgendo sempre più alle nuove tecnologie, a stato solido e digitali, segnando un calo significativo dell’interesse nel settore. come conseguenza di Ora che la Russia è fuori gara, la Cina rimane uno dei principali produttori di valvole, almeno per ora. Questo, da un lato, rassicura le persone sulla possibilità di acquistarli in futuro – sperando che la frenesia accumulata sull’ansia e la speculazione finisca presto – dall’altro, porterà a un nuovo problema nel prossimo futuro: il più ovvio Il mondo si affida al colosso cinese in tutto ciò che riguarda la tecnologia, dai chip alle valvole all’elettronica.

Western Electric produrrà in USA

Western Electric riconverte lo stabilimento di Rossville per produrre negli Stati Uniti le valvole degli amplificatori per chitarra, tra i prodotti colpiti nella crisi russo-ucraina di inizio 2022.

Il recente stop alle importazioni dalla Russia è il risultato di una guerra di sanzioni che corre parallela alla tragedia della guerra in Ucraina, colpendo anche i settori dell’elettronica e dell’audio.

A partire dalla fabbrica Electro Harmonix, che produce valvole termoioniche in Russia, ha rapidamente mandato nel panico i chitarristi e nelle ultime settimane hanno fatto accaparrarsi le ultime scorte dei rivenditori occidentali, svuotando i loro magazzini in poche ore.
In pochi giorni, il nuovo annuncio di Matthews ha affrontato il problema. Costo della soluzione: il prezzo per l’utente finale aumenta e il collo di bottiglia continuerà a farsi sentire a causa della disponibilità di attrezzature per sorseggiare.
Insomma, le questioni restano aperte e sembra necessaria una riorganizzazione del ciclo produttivo. Poche ore fa è arrivata la notizia che Western Electric, il nome storico dell’hi-fi di fabbricazione americana, ha intenzione di scendere in campo in prima persona, con il progetto di riavviare la produzione statunitense di valvole anche a uso chitarristico.

 

 

Processi robotici, automazione e saldatura laser garantiranno l’elevata qualità dei prodotti che Western Electric produrrà presso il suo stabilimento di Roseville, in Georgia. Allo stesso tempo, l’esperienza ei macchinari in possesso dell’azienda consentirà l’introduzione sul mercato di valvole a prezzi accessibili, seppur inevitabilmente superiori a quelli importati dall’est. Western Electric lo afferma: “Gli amplificatori per chitarra a valvole utilizzano due configurazioni principali, otto pin e nove pin. Molto raramente, sette pin. Abbiamo già componenti di questo tipo. Organizzare per le valvole più popolari non è come potresti pensa così in grande. Nel caso del 12AX7, l’azienda ha spiegato che dal 1938 il tipo è stato più facile da produrre rispetto all’ammiraglia 300B del catalogo. I tubi per l’audio ad alta fedeltà sono stati ridisegnati nel corso degli anni. ’90, dopo la riorganizzazione della società avvenuta sotto la nuova proprietà dell’imprenditore Charles Whitener e la Westrex Corporation, con cui Western Electric si è sì riconfermata un riferimento nel campo dell’hi-fi.

Ancora una volta, non siamo davanti a una soluzione definitiva per la penuria di valvole e l’offerta – in particolare per le fasce di mercato più basse – è ancora lontana dall’accomodare la domanda, ma è chiaro che qualcosa sta accadendo nella redistribuzione delle catene produttive internazionali.

Saluti Amilcare

 

VOTO
2 commenti
  1. theremino
    theremino dice:

    Me lo sono letto tutto di un fiato, volevo dare 10 ma ho messo un 9 perché c’è un paragrafo raddoppiato (sotto ai due valvoloni e comincia con: “Come molti altri elementi tecnologici, la valvola ha sofferto…”.

    Comunque grazie per l’articolo e speriamo di riuscire in futuro ad andare d’accordo di nuovo coi russi che, ci tengo a ricordarlo a tutti, sono umani come noi e che nemmeno loro desiderano tutto qesto. Io purtroppo non ho tempo per scrivere articoli, sono sempre in ritardo su tutto e non riesco a stare dietro a tutto le cose da fare per il sito theremino.

    Approvazioni

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