Nuovo Standard Digitale Terrestre T2 ed S2

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Tempi stretti, non certo i sei anni e le lunghe discussioni politiche dell’ultimo passaggio al digitale terrestre, per la tv del domani, ovvero il digitale terrestre di seconda generazione che sarà già a portata di tutti gli italiani il primo luglio del 2022. A definire le modalità del passaggio che porterà la nuova tv nelle case degli italiani è l’Articolo 89 della scorsa Legge di Bilancio in cui si spiegano appunto ‘Uso efficiente dello spettro e transizione alla tecnologia 5G’. Tutto nasce infatti proprio dal Piano della Commissione Europea sul 5G, ovvero serve posto nelle frequenze per la nuova modalità per la telefonia mobile, e per liberarle le tv dovranno passare al DVB-T2 che appunto permette la trasmissione dei canali in meno spazio.

Il periodo transitorio vero e proprio poi sarà quello dal primo gennaio 2020 al 30 giugno 2022, quando secondo modalità non ancora definite avverrà il passaggio vero e proprio da una tecnologia all’altra. In tutto ciò poi la nuova rivoluzione digitale nelle case degli italiani, entrerà non soltanto una nuova numerazione sul telecomando, ma anche apparecchi televisivi adeguati ai nuovi standard in vendita già dal 2017. Dovranno anche essere adeguate le antenne centralizzate dei condomini, venendo ad essere dismessa la banda 700MHZ, con cambio di destinazione da TV a 5G.

Quanto pensiamo alla TV digitale ci vengono subito in mente le migliori applicazioni IPTV che possiamo trovare gratis su smartphone, tablet, PC e Smart TV. Ciononostante, i tradizionalisti e chi possiede un abbonamento RAI vogliono certamente saperne di più su un sistema DVB-T2 che presto cambierà completamente.

Si pensa al Digitale Terrestre sul satellitare, come nuova idea per la trasmissione del segnale TV. La banda dei 700 MHz sarà occupata dalle frequenze del 5G concesse a Vodafone, Iliad, Wind e TIM. La liberatoria porterà a valutare una nuova prospettiva che è al vaglio del sistema su satellite.

I canali Digitale Terrestre non saranno accessibili con i vecchi decoder e le vecchie antenne. Di fatti, si discute del nuovo satellite Hotbird a 13 gradi Est descritto dall’Amministratore Delegato di Eutelsat Italia, Renato Farina, in un suo recente intervento all’auditorium di Milano tenutosi nei giorni 25 e 26 ottobre. In proposito è stato detto che:

“Eutelsat è pronta a mettere in campo un piano di incentivi per agevolare il passaggio delle televisioni locali su HOTBIRD: Si punta ad arginare le conseguenze più estreme derivanti dalla liberazione della banda 700 MHz. La piattaforma satellitare possiede capacità trasmissiva e potenza di banda adeguata. Assicurare una copertura uniforme del territorio, ma anche un segnale in alta definizione per le emittenti regionali”

Lo scopo è quello di incentivare l’alta definizione con strategie riconducibili ai sistemi Sky, in cui si ritrovano contenuti 4K con HDR fruibili tramite parabola e decoder dedicato.

Il satellite, spiega l’azienda, “rappresenta un’infrastruttura necessaria per l’evoluzione della televisione Italiana. Un ruolo che Eutelsat svolge da sempre, a partire dalla digitalizzazione della Tv fino all’affermazione dell’HD e del 4K, e che oggi rilancia verso nuovi orizzonti aprendo le porte anche alle televisioni locali in vista del refarming della banda 700 MHz. Al fine di mitigare gli effetti di tale processo, le televisioni locali possono trovare un valido alleato nel satellite e in modo particolare in Hotbird, a 13 gradi Est. Si tratta della posizione orbitale più popolare per guardare le televisione in Italia che vanta una platea di oltre 10 milioni di utenti e che potrebbe consentire alle emittenti regionali di innovare la propria missione informativa al servizio del territorio”.

HD e 4K costituiscono i punti chiave della strategia di Eutelsat al fianco dei principali player nazionali, sia sul versante pay sia su quello free. “A breve ci saranno nuovi sviluppi – conclude Farina – dopo una stagione segnata dall’incremento dei contenuti in Hdr veicolati da Sky e di quelli in 4K trasmessi da Tivùsat, che diffonde anche le versioni HD dei canali di punta di Mediaset”.

Qui gli attuali canali in chiaro su TVSAT  da notare la costante crescita di canali 4K e HD

“la tivù” certifica i TV compatibili con DVB-T2, DVB-S2, HEVC e HbbTV

la tivùè il nuovo bollino che identifica i televisori dotati di tutte le tecnologie più aggiornate per ricevere le trasmissioni televisive. Le caratteristiche certificate sono in tutto quattro e riguardano i sintonizzatori integrati, il supporto a HEVC e a HbbTV.

I modelli contrassegnati dal bollino sono compatibili con DVB-T2 (Digital Video Broadcasting – Terrestrial 2) e DVB-S2 (Digital Video Broadcasting – Satellite 2), i due standard più aggiornati per le trasmissioni televisive su digitale terrestre e satellite. Utilizzando una CAM certificata tivùsat si può anche accedere ai canali disponibili sulla piattaforma satellitare gratuita, sulla quale si trovano canali come Rai 4K.

(Hybrid broadcast broadband TV) è invece il nuovo standard per i servizi interattivi, nato per armonizzare la programmazione lineare (le dirette) con i contenuti accessibili tramite la rete. Permette di accedere a vari servizi e di visualizzare anche video on demand. HEVC, acronimo di High Efficiency Video Coding, è infine il formato attualmente più utilizzato per la compressione dei video con risoluzione Ultra HD.

Tutte le informazioni su “la tivù” sono riportate sul sito lativu.tv. Al momento sono stati certificati vari modelli LG e Samsung appartenenti alla gamma 2018 (altri arriveranno in seguito). Si chiama «la tivù» ed è l’innovativo bollino multipiattaforma che identifica i televisori con caratteristiche tecnico-qualitative «future proof» ossia quelli che tutelano la libertà del consumatore di fruire in armonia del digitale terrestre, del digitale satellitare e di internet. Con i nuovi standard tecnici di ultima generazione.

Quali sono le caratteristiche «future proof»

Quattro le specifiche tecniche valutate per l’apposizione del bollino: Digital Video Broadcasting – Terrestrial 2 (standard di trasmissione televisiva terrestre digitale di seconda generazione che assicura un aumento della qualità visiva e sonora, più contenuti ad alta e altissima definizione). Poi Digital Video Broadcasting – Satellite 2 (standard di trasmissione televisiva satellitare di seconda generazione che garantisce un sintonizzatore satellitare integrato, e quindi con una CAM certificata tivùsat può accedere immediatamente alla piattaforma satellitare gratuita tivùsat): Terza caratteristica: l’Hybrid broadcast broadband TV (standard per i servizi TV interattivi che offre scelta di applicazioni interattive per contenuti di varia natura: video on demand, servizi, giochi, ecc.). E infine HEVC o High Efficiency Video Coding (standard di compressione video che permette di avere maggiore qualità audio e video e supporta l’ULTRA HD/4K). «la tivù» pensa anche al funzionamento di tivù on, il servizio che consente di rivedere le trasmissioni dell’ultima settimana delle principali emittenti italiane.

I bollini precedenti

«la tivù» si affianca e integra precedenti bollini DGTVi quali il «Bollino Gold» che indica un decoder o un televisore integrato con sintonizzatore digitale HD che permette di vedere i programmi gratuiti, a pagamento — serve sempre il dispositivo CAM o Conditional Access Module — e i servizi interattivi, anche tramite connessione internet; il «Bollino Silver» che indica un televisore con sintonizzatore digitale HD che permette di vedere i programmi gratuiti in chiaro e, grazie al CAM, di nuovo i contenuti a pagamento (basta inserire la tessera dell’operatore a pagamento nel suddetto dispositivo); il «Bollino tivùon!» che garantisce l’accesso a contenuti protetti, a pagamento o meno, da un sistema di sicurezza digitale (denominato DRM).

I televisori che hanno il bollino «la tivù»

Solo due marchi di apparecchi televisivi passano attraverso la cruna d’ago del bollino «la tivù», che comunque non considera tra gli standard l’High Frame Rate — particolarmente rilevante per le trasmissioni sportive — e l’HDR HLG, formato pensato per le trasmissioni di broadcasting e già utilizzato da Rai e Sky: si tratta di Samsung ed LG , con limitazione ai modelli targati 2018. L’elenco potrebbe continuare in futuro specie considerato che, in uno scenario di fruizione audiovisiva in rapidissimo cambiamento (basti pensare agli accordi Sky/Netflix e Sky/Mediaset), dei tv in grado di offrire un’esperienza comoda e integrata appaiono sempre più una necessità per il consumatore.

Saluti Amilcare

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