#5128
Avatarmau22
Partecipante

Rieccomi dopo prolungata assenza, dovuta a impegni lavoratovi e familiari.
Stasera ho trovato tempo ed energie per applicare gli elettrodi (3M 2255) e fare qualche prova.
Dato che le prove precedenti erano inconsistenti a causa di alcune mie leggerezze, stavolta ho fatto tutto in modo canonico.
Ho depilato la zona sotto gli elettrodi, e ho pulito con alcool prima di applicarli.
Gli elettrodi professionali sono senz’altro meglio di quelli in dotazione con il circuito di test che abbiamo comprato.
Le clip si tolgono e mettono con maggiore facilità se si ruotano un po’, soprattutto durante il ricollegamento.
La forma d’onda ottenuta è molto chiara e definita nel picco R, mentre la parte di curva più bassa è affetta da una ondulazione continuativa, immagino che si tratti della 50 Hz della rete.
Credo che il motivo per il quale il picco R è meno affetto dal problema sia da ricercarsi nel fatto che l’ampiezza del picco è molto maggiore di quella del resto della forma d’onda, e la larghezza occupa pochi campioni, quindi è meno influenzata.
Per sicurezza personale ho staccato l’alimentazione del computer portatile, quindi stava funzionando a batteria, perciò i disturbi dovevano arrivare dal campo elettromagnetico disperso intorno a me dall’impianto elettrico di casa.
Ho fatto un po’ di prove, e ho notato che l’interferenza della rete AC cambia nel tempo, in relazione ai movimenti del corpo.
Non è riferita all’attività muscolare, ma alla posizione dei cavetti ci collegamento agli elettrodi.
Questi cavetti non sono schermati, e se avvicino una mano oppure li tocco, l’interferenza cambia ampiezza.
In particolare, se tocco il cavetto verde, quello vicino all’ombelico, il disturbo si riduce molto.
Ho provato anche a schermare con foglio di alluminio da cucina sia l’interfaccia AD8232, sia il master Theremino.
La schermatura in sé non ha effetto riducente su disturbo, ma se appoggio il salame di alluminio contenente i circuiti sulla pelle vicino all’ombelico, e all’elettrodo verde, il disturbo si riduce.
Ritengo che l’impiego di cavetti più corti e schermati possa ridurre parecchio il disturbo, soprattutto se tutta l’elettronica viene inserita in una scatola metallica, collegata elettricamente al terminale verde.
Ho anche provato a collegare i cavetti in configurazioni diverse, ma quella suggerita da Lorenzo è corretta, le altre danno segnali peggiori o inutili.

L’analisi con Kubios di un paio di file RR, di durata maggiore di 5 minuti, prodotti con Theremino ECG, produce risultati che meritano degli approfondimenti.
In primo luogo, i tempi RR si allungano quando si respira profondamente,
In alcuni casi, durante un respiro profondo Theremino ECG non è stato in grado di acquisire il picco RR identificandolo come battito, non ho ancora verificato se questo fatto influisce sulla creazione del file RR.
Kubios restituisce analisi parecchio diverse a seconda di quale correzione di artefatti viene utilizzata.
I risultati sono molto simili tra loro se si impiegano le correzioni da very low a strong, mentre sono drammaticamente diverse se non si usa correzione, o si usa correzione very strong.
La cosa curiosa è che le differenze tra le correzioni sono visibili nei grafici parasympathetic e sympathetic, ma hanno effetto molto più limitato sul livello di stress. In Questo grafico, l’unica configurazione che genera grandi differenze è quella senza correzione, che ovviamente non ha alcun significato, perché utilizza dei campioni inadatti.
Ci rifletterò un po’ su, e farò altre prove.
Quello che vedo da questi primi test è che l’interpretazione del file RR è soggetta a variazioni notevoli, che possono rendere l’analisi poco attendibile.

Mi chiedo se per l’acquisizione del picco R limitando gli errori di lettura non si possa utilizzare una sorta di stetoscopio elettronico, da applicare sul petto, regolato e filtrato per ascoltare solo il battito cardiaco.

  • Questa risposta è stata modificata 1 anno, 5 mesi fa da Avatarmau22.
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